Eco e Narciso - John William Waterhouse

Narciso tra natura e mito

Il precedente articolo l’ho dedicato al fiordaliso perché è il mio fiore preferito, ora parliamo e conosciamo più da vicino il re e il simbolo incontrastato del Subasio : il Narciso.

Il suo nome è sinonimo di autostima, vanità e ahimè incapacità d’amare. Ovidio, nel terzo libro delle Metamorfosi, racconta di questo giovane bellissimo, figlio del dio fiume Cefiso e della ninfa Liriope. Molti furono gli spasimanti di Narciso, tra questi la ninfa Eco, che a causa della sua loquacità fu punita da Era costringendola a non poter più utilizzare la sua voce potendo ripetere solamente le ultime parole gridate da qualcun altro.

A causa di ciò, non potendo rivelare al giovane il suo amore fu dallo stesso brutalmente respinta decidendo così di trascorrere il resto della sua vita sulla montagne, soffrendo d’amore e di rimpianto. Gli dei, adirati da questo comportamento, decisero di punire la cattiveria Narciso, facendolo innamorare della sua immagine riflessa nell’acqua. Così, seduto sulla sponda del Danacone, vedendo il suo volto riflesso, cercò di baciarlo più volte inutilmente; morì sulle sponde del fiume dopo essersi reso conto dell’impossibilità del suo amore e si trasformò in narciso, il fiore che cresce ai bordi delle fonti e che china il capo sull’acqua alla ricerca del proprio riflesso. Adesso è chiaro il significato di narcisismo, ovvero, contemplazione ed eccessivo compiacimento di se stessi.

Caratteristiche

Si tratta di una pianta di origine mediterranea, utilizzata molto spesso nei cortili e nei giardini per il suo profumo delicato e per i suoi colori che variano dal giallo al bianco. I suoi sei petali stanno a significare : purezza di cuore, amicizia, solidarietà, fiducia; il colore giallo richiama invece il colore del sole.
La volpe e il narciso, simbolo del subasioAppartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, pianta bulbosa che conta numerose varietà (circa 8000). Di colore tendenzialmente giallo, il narciso è circondato al centro da una corolla bianca, giallo, oro, salmone o arancio, con al centro una corona a forma di campanella, trombetta o ruota.

Molte specie selvatiche sono presenti nei prati o nei boschi di pianure o montagne, ama i luoghi soleggiati e cresce in qualsiasi tipo di terreno purché sia ben drenato.

I bulbi normalmente si mettono a dimora nei mesi autunnali e poi piantati a fine settembre; la sua potatura è essenziale in quanto basta togliere le foglie alla base che tendono ad appassire.

L’unico nemico è rappresentato dalle lumache ghiottissime delle sue foglie, per evitare la loro presenza basta porre della cenere alla base della pianta.

E’ un fiore molto resistente non si ammala facilmente, vuole poca acqua e si riproduce da solo, patisce solo l’umidità, ma in questo caso basta aggiungere un po’ di sabbia sul terreno.

Gennaio 5th, 2015

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